top of page
  • Seneca Daily NEWS
  • logo_scuola
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram

Acerca de

Libro aperto

CONTROLUCE

 

Il fiato dei Campi Flegrei

​

Bruciano ancora

i giorni del bradisismo

del secolo scorso, i boati

che di notte scuotevano

le pietre, le vene. Fuggivano

vite. Fuggivano camion

ripieni di cose e lamenti.

 

Cavernoso il suono

del vuoto inghiottiva

i pensieri. Stanchi corpi

chissà dove andavano,

interrogavano i muri,

i calcinacci, il mare.

Mani e mani ricordo

che si aggrappavano

a un rudere, a una ringhiera.

Nessuno sapeva se ancora

si sarebbe continuato

a dare un nome

ai cari luoghi.

La terra saliva.

 

Confitti nell’incertezza

i grafici all’infinito

dal sottosuolo trascritti.

Il tempo non si è fermato.

Affannoso ritorna

il fiato dei Campi Flegrei.

Ancora si sente

lo stillicidio del bradisismo.

 

In this poem, the poet tells about the days when Bradyseism subverted the Phlegraean Fields, forcing the locals to run away towards unknown destinations.

Locals didn’t know if they would see their beloved land again, the land that with its ascending motion had disturbed every balance.

This poem gives a sense of fear and strong disorientation, the reader identifies with the frightened inhabitants who run in panic, unaware of their destination and what will await them in the future.

The feeling of instability remains in the present, the Phlegraean Fields continue to struggle with the memory of those terrible days.

The poem is divided into three stanzas: in the first one the poet associates the elements of the landscape to the inhabitants; the juxtaposition "pietre  - vene" and the anaphora "fuggivano vite fuggivano camion" link the anthropic element to the natural one.

In the second stanza there is the story of the disorientation that pushes people, now stanchi corpi, to wander searching for an answer.

In the last stanza the memory comes alive, the ancora connects memory to the present.

 

Per incanto e abitudine

​

Per incanto e abitudine

Per poco o molto

stamattina ho sentito

nel sangue muoversi

qualcosa

una spina, eri tu

che mi chiedevi ascolto

rimproverandomi perché

sono sparito.

***

Farmi da lato confondermi

con scorie e detriti

dissolvermi

sono per me necessarie

manovre di sopravvivenza

avendo io da sempre saputo

che l’esistenza

è un labirinto senza

via d’uscita, un imbuto

cieco.

***

Per gioco

per una celeste congiuntura

ho vissuto e vivo

in una città terribilmente

insicura, io

che tra sfilacciati vicoli

e vesuvianeflegree rovine

vado antichi nomi e destini

riannodando

a malandrini succhi

atrabiliari. Per incanto

anche oggi per abitudine

ho spiato il cratere

e sono fuggito.

​

In this poem from Controluce, too, Sovente describes the Phlegraean Fields and he does so by associating his state of mind with this peculiar land. The poet says he feels lost and confused, in an existence that is maze-like; the city where he lives is "terribilmente insicura" and inhabited by ancient presences to which the poet tries to give a form. The compound adjective "vesuviane flegree" is interesting because it connects the city of Naples with the Phlegraean province.

The lyric poem is divided into three stanzas: in the first stanza, the poet addresses an unspecified you, who pricks the lyric self and asks it to explain the reasons of its disappearance; in the second stanza, the reason for such disappearance is explained: the poet tends to melt into the scoriae and detritus of the landscape to try to adapt to an existence with no way out. In the last stanza, the city in which he lives is introduced, described as a place where ruins and ancient names coexist with sad contemporary fates, conveyed through the image of malignant atrabiliary juices, even resorting to a term of medical origin. In the last lines, the crater appears, a Phlegraean symbol and link between the above and the below: the poet spies inside it because he is always in contact with the bowels of his territory. 

DISCLAIMER

 

Questo sito ha uno scopo puramente didattico e divulgativo. Non avendo finalità di lucro non presenta banner pubblicitari di alcun genere.
Inoltre non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

Gli autori non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all’interno del sito stesso. Lo stesso dicasi per i siti che eventualmente forniscano dei link alle risorse qui contenute.
Gli autori del sito dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post e si riserva il diritto di cancellare commenti offensivi, provocatori, inutili o di natura pubblicitaria.

Le immagini inserite nei post sono opere degli autori del sito dunque sono di loro proprietà. Tali immagini vengono pubblicate in forma degradata e in coerenza con le finalità del sito, senza fine alcuno di lucro, per scopi esclusivamente funzionali alla divulgazione delle informazioni, nel rispetto del comma 1-bis dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, “Protezione del diritto d’autore e di altri dirittti connessi al suo esercizio”.
Tuttavia, qualora la loro pubblicazione violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarlo per la relativa rimozione.

bottom of page